CHI SIAMO

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Nota Storica

L’Associazione Biblica "Eremo di San Vitaliano" nasce nel 1996 come esigenza spirituale di molti cristiani laici della Diocesi di Caserta e si propone di colmare un vuoto culturale e spirituale, dovuto a molteplici ragioni che in passato non hanno favorito una partecipata frequentazione della Bibbia.

L'attività dell'Associazione fu pertanto rivolta a stimolare e promuovere la conoscenza della Bibbia fra le donne e gli uomini del nostro tempo.

La stessa Associazione, grazie alla buona risposta dei partecipanti alle varie attività proposte, quali settimane bibliche, incontri biblici, ritiri spirituali, convegni, seminari estivi ed invernali, ha dato vita ad un vero e proprio Centro di Apostolato Biblico Diocesano, il CAB, creando un servizio costante per l'approfondimento e lo studio della Parola di Dio, anche mediante sussidi biblici ed altro materiale utile a chiunque ne faccia richiesta.

La Segreteria del CAB da anni funziona da supporto organizzativo per la Settimana Biblica che si svolge nel mese di Luglio. 

Il CAB, tra l'altro, dispone di un servizio di Mailing List per la diffusione degli eventi di contenuto biblico-pastorale affinché questi non rimangano fatti isolati, ma abbiano la più ampia risonanza tra il popolo di Dio della nostra Diocesi, per offrire un vero e proprio cammino a tutti coloro che avvertono l'esigenza di nutrirsi della parola di Dio, secondo le proprie necessità, guidati dal soffio incessante dello Spirito Santo.

Finalità

Il Centro Apostolato Biblico (CAB) della Diocesi di Caserta si propone di promuovere la conoscenza della Sacra Scrittura e l'ascolto della Parola di Dio, attraverso un’azione di evangelizzazione, guidata dagli animatori biblici, dei quali cura una adeguata formazione (vedi la Sezione “I Documenti del CAB/Formazione”) secondo le direttive della Chiesa Cattolica.

Tali direttive, espresse fin dal Concilio Vaticano II, sono proseguite con le Encicliche e le Note pastorali. Sono state riconfermate dall’ultimo documento CEI Incontriamo Gesù (IG) del giugno 2014, (vedi i nn. 17, 20, 44, 56, 76, 91 e le voci del Glossario: Animatore Biblico, Apostolato Biblico, Centri di Ascolto della Parola, Dialogo ed Evangelizzazione, Gruppi Biblici, Primo Annuncio) … oltre che dall’enciclica Lumen fidei (2013) e dall’esortazione apostolica Evangelii Gaudium (Novembre 2013) “Sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale perché la chiesa compia la sua opera evangelizzatrice” (EG 164).

Ricordiamo che, dopo l’Evangelii Nuntiandi di Paolo VI, dopo l’importante documento della Pontificia Commissione Biblica “L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa” (1993) in cui leggiamo: “l’itinerario iniziatico […] nel quale la Parola di Dio viene annunciata con ampio respiro, privilegiando soprattutto il dialogo come metodo pastorale” ed anche che “la finalità pastorale dell’esegesi è accendere i cuori degli uomini all’amore di Dio”, lo spirito e la lettera della Costituzione conciliare "Dei Verbum" (1962) si ritrovano, nella Nota pastorale della CEI (1995): "La Bibbia nella vita della Chiesa" che propugna la capillare diffusione della Sacra Pagina e la nascita dell’Apostolato Biblico. In questa Nota che reca come sottotitolo La Parola del Signore si diffonda e sia glorificata (2Ts), leggiamo “la Bibbia è comunicazione di Dio e comunione con Lui” ed anche “la Bibbia è essa stessa, fin dall’inizio, una interpretazione”.

     Pure nelle tre note del Consiglio Episcopale permanente sulla IC (Orientamenti per il catecumenato degli adulti del 1997; Orientamenti per l’iniziazione dei fanciulli e dei ragazzi dai 7 ai 14 anni del 1999Orientamenti per il risveglio della fede ed il completamento della IC in età adulta del 2003) si parla dell’importanza dell’annuncio di Cristo Signore per accompagnare ogni uomo, ogni donna, ogni ragazzo alla fede e alla conversione utilizzando pastoralmente, oltre che la “traditio-redditio”, anche il metodo dialogico per favorire la relazione. Fin dalla prima Nota vediamo che la Chiesa, mediante il gruppo catecumenale, si fa incontro all’uomo, gli annuncia Cristo Signore, lo accoglie, lo accompagna nel cammino, lo educa alla fede e alla conversione, esercita il discernimento, lo sostiene con la preghiera, la penitenza, la carità, lo inserisce con il dono dello Spirito, comunicato attraverso i Sacramenti, nel mistero di Cristo, lo fa partecipe della sua vita e della sua missione.

    Gli orientamenti pastorali della CEI per il primo decennio Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia sono stati poi seguiti dalla Nota sulla parrocchia Il volto missionario della parrocchia in un mondo che cambia (2004) e da quella sul Primo Annuncio Questa è la nostra fede (2005). Come i precedenti documenti, così anche gli OR per il secondo decennio, Educare alla vita buona del Vangelo, ribadiscono l’importanza della pratica della Lectio Divina e della lettura orante (evangelica e biblica).

     Le Propositiones del XII Sinodo dei Vescovi del 2008 hanno trovato seguito, dopo due anni, nell’Esortazione apostolica di Benedetto XVI Verbum domini che ha formulato delle linee fondamentali perché la Parola di Dio diventi sempre più “il cuore di ogni attività ecclesiale”.

     Anche nei tre documenti sulla formazione dei catechisti si ricorda il corretto approccio alla Parola per superare letture soggettive della realtà. L’ultimo del 2006 è La formazione dei catechisti nella comunità cristiana in cui è stata riconfermata, nella redditio fidei (= adesione alla fede e sua restituzione nella vita), “la gioia di vivere un’esistenza orientata al Signore Gesù”) .

     A sostegno dei singoli e delle comunità parrocchiali, il CAB aiuta nella formazione dei percorsi e delle attività, segnala bibliografie utili e realizza momenti di incontro e di orientamento tra coloro che sono interessati ad operare nel campo dell’apostolato biblico.

     Per il servizio pastorale della parola di Dio, il CAB promuove, come già detto, specifiche esperienze, quali Settimane bibliche, laboratori biblici, missioni bibliche popolari, incontri biblici nelle case (GAP = Gruppi di Ascolto della Parola), segnala pubblicazioni e divulga news attraverso la rete.

     Collabora, inoltre, con l'ABI (Associazione Biblica Italiana), l'associazione BIBLIA, l’ANSPI, il SAB nazionale, e con altre associazioni, anche non cattoliche, che operano in campo biblico.

     Il CAB cura anche il collegamento con tutti gli Uffici della Diocesi, in particolare con l'Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano S.s. apostoli Pietro e Paolo - Area casertana, l'Ufficio Catechistico, l'Ufficio per i Ministeri istituiti e il Diaconato permanente.

S. Girolamo

     Come protettore del CAB è stato scelto San Girolamo, che Papa Pio V dichiarò Dottore della Chiesa latina nel 1567. Era morto il 30 settembre del 420, a 73 anni, dopo aver scritto una settantina di opere e dopo aver compiuto, in 23 anni la prima traduzione completa, in latino, della Bibbia. Questa traduzione, la Vulgata, è stata la base per molte delle successive traduzioni della Bibbia, fino al XX secolo, quando per il Primo Testamento si è cominciato ad usare direttamente il testo masoretico ebraico e la Septuaginta, mentre per il Nuovo Testamento si sono utilizzati i testi greci. 

     Con quest'uomo intrattabile hanno un debito enorme la cultura e i cristiani di tutti i tempi. Litigò con sprovveduti e dotti, santi e peccatori, fu ammirato e detestato; ma resta un benefattore delle intelligenze e la Chiesa lo venera come uno dei suoi Padri più illustri.

     Nato in Croazia da famiglia ricca, fu battezzato, a 25 anni, a Roma dove era andato a studiare; ma continuò a studiare per tutta la vita, viaggiando dall'Europa all'Oriente con la sua biblioteca di classici antichi, sui quali si era formato.

    Perfezionò il suo greco con Gregorio Nazianzeno (uno dei Padri della Cappadocia); poi, nella solitudine della Calcide (ai confini della Siria), si dedicò all'ebraico.

     Ebbe il sacerdozio ad Antiochia nel 379, fu monaco per tre anni e nel 382 si recò a Roma. Qui Papa Damaso I lo incaricò di rivedere il testo di una diffusa versione latina della Scrittura, detta Itala, ma non realizzata sull'originale ebraico, bensì sulla versione greca detta dei Settanta.

     Alla morte di Damaso I (384), andò in Palestina, ove visse in un monastero a Betlemme, scrivendo libri storici, dottrinali, educativi, intrattenendo rapporti epistolari con gli amici di Roma con immutata veemenza e proseguendo il lavoro sulla Bibbia secondo l'incarico di papa Damaso I, incarico che, strada facendo, trasformò in un'impresa mai tentata perché sentiva che per avvicinare l'uomo alla Parola di Dio bisognava andare alla fonte. E così, per la prima volta, tradusse direttamente in latino dai testi originali.

     Presentiamo, brevemente, solo due sue opere. Nel trattato Adversus Iovinianum, scritto nel 393, in due libri, l'autore esalta la verginità e l'ascesi, spesso facendo derivare le sue argomentazioni da autori classici come Teofrasto, Seneca, Porfirio.

     Il De Viris IIIustribus, scritto nel 392, intendeva emulare le "Vite" di Svetonio dimostrando come la nuova letteratura cristiana fosse in grado di porsi sullo stesso piano delle opere classiche. In esso sono presentate le biografie di 135 autori cristiani, con uno scopo dichiaratamente apologetico:

     «Sappiano Celso, Porfirio, Giuliano, questi cani arrabbiati contro Cristo, così come i loro seguaci che pensano che la Chiesa non ha mai avuto oratori, filosofi e colti dottori, sappiano quali uomini di valore l'hanno fondata, edificata, illustrata, e cessino le loro accuse sommarie di semplicità rozza, rivolte alla nostra fede, e riconoscano piuttosto la loro ignoranza».

 Prologo, 14

     Le biografie hanno inizio da San Pietro e terminano con lo stesso Girolamo; ma, mentre nelle successive Girolamo elabora conoscenze personali, le prime 78 sono frutto di conoscenze di seconda mano, non sempre completamente affidabili, tra cui Eusebio di Cesarea. L'opera venne talora indicata da Girolamo stesso col titolo De scriptoribus ecclesiasticis.

    

     Terminiamo la presentazione con alcune righe di una lettera all'amico Paolino di Nola, lettera in cui Girolamo si lamentava dei "dilettanti" che si arrogavano il diritto di emettere sentenze sulla Bibbia. (sembrano molto attuali, vero?):

     «Agricolae, caementarii, fabri, metallorum lignorum que caesores, lanarii quoque et fullones et ceteri, qui vaiam supellectilem et vilia opuscula fabricantur, absque doetore non possunt esse, quod cupiunt. Sola seripturarum ars est, quam sibi omnes passim vindieent: scribimus indoeti docti que poemata passim. Hanc garrula anus, hanc delirus senex, hanc soloecista verbosus, ha ne universi praesumunt, lacerant, docent, antequam discant [...] et, ne parum hoc sit, quadam facilitate verborum, immo audacia disserunt aliis, quod ipsi non intellegunt. Taceo de meis similibus, qui si forte ad scripturas sanctas post saeculares litteras venerint [...] sed ad sensum suum incongrua aptant testimonia, quasi grande sit et non vitiosissimum dicendi genus depravare sententias et ad voluntatem suam scripturam trahere repugnantem [...]. Puerilia sunt haec et eireulatorum ludo silimilia, docere, quod ignore, immo et eum clitomacho loquar, nec hoc quidem scire, quod nescias». (Epistula LIII ad Paulinum presbyterum, 7).  

Il Logo

     San Girolamo è stato scelto come protettore del nostro Centro di Apostolato perché è un Padre della Chiesa che ha posto al centro della sua vita la Bibbia: l’ha tradotta nella lingua latina, l’ha commentata nelle sue opere e soprattutto si è impegnato a viverla concretamente nella sua lunga esistenza terrena, nonostante il ben noto carattere difficile e focoso ricevuto dalla natura. Il 30 settembre di ogni anno, giorno della memoria del Santo, è automaticamente convocata l’Assemblea di tutti gli iscritti, che verifica l’andamento delle attività svolte e programma quelle future. 

     La Bibbia aperta rappresenta la Parola di Dio rivelata agli uomini e ci introduce nel Mistero della Salvezza, ove “un Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come amici e si intrattiene con essi per invitarli e ammetterli alla comunione con sé” (Dei Verbum 2).

     La candela accesa ricorda il versetto del Salmo 119 “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” e come cero pasquale irrompe con la luce di Cristo per rischiarare le tenebre del mondo.

     La massima è tratta dal “Prologo al commento del Profeta Isaia” di San Girolamo, sacerdote. Scrive il Santo: “Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: «Scrutate le Scritture» (Gv 5,39) e: «Cercate e troverete» (Mt 7,7) ... Se infatti, al dire dell’Apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le scritture significa ignorare Cristo. ... Intendo perciò esporre il profeta Isaia in modo da presentarlo non solo come profeta, ma anche come evangelista e apostolo. ... E Dio rivolge a lui, come a un apostolo, la domanda: Chi manderò, e chi andrà da questo popolo? Ed egli riprende: Eccomi, manda me (Is 6,8)”.

La formazione dell’animatore biblico

     «L’Animatore Biblico, che qui consideriamo, è un/a laico/a, preparato/a sulla Sacra Scrittura, che offre alla (propria) comunità il suo carisma umano e cristiano allo scopo di diffondere tra il popolo la lettura, l’ascolto e la pratica della Parola di Dio, attraverso un servizio - missionario ed ecclesiale - svolto nei piccoli gruppi e nelle varie situazioni pastorali. Per rispondere alla sua vocazione, l’Animatore Biblico si qualifica:

vcome compagno di viaggio che accompagna i credenti o coloro che sono sulla soglia di accostarsi al testo biblico, facendosi lui/lei stesso/a, con la sua testimonianza, appello e presenza di Dio presso l’uomo di oggi;

vcome testimone della Parola: egli stesso l’ha scoperta e da essa trae sostegno per la propria esistenza, meditandola e assimilandola, per poterla poi annunciare in modo credibile e significativo;

vcome mediatore della Parola: si fa ermeneuta e profeta di essa, interpretandola alla luce della vita quotidiana e mediando il prezioso lavoro degli esegeti nel portare ai nostri contemporanei il messaggio di Dio, in sintonia con la chiesa di tutti i tempi e di tutte le regioni;

vcome animatore: discreto e illuminante, egli promuove un processo graduale di formazione, in stretto rapporto con la vocazione di ogni credente;

vcome costruttore di comunione: inserito vitalmente nella comunità ecclesiale, è capace di tessere rapporti di dialogo e valorizzare il ruolo e il contributo di tutti per la crescita della comunione nella chiesa».[1]

La citazione degli Orientamenti operativi permette di definire l’orizzonte nel quale inserire una prassi formativa per gli Animatori Biblici. Lo facciamo indicando alcuni criteri fondamentali, ponendo attenzione alle competenze e proponendo suggerimenti concreti.

Criteri del processo formativo(sia quello di base che quello permanente) sono la/le:

  1. dimensione comunitaria
  2. autoformazione
  3. sinergia, tra formazione offerta e formazione personale
  4. riflessione sulle cinque macro competenze della formazione[2]
    a- essere
    b- sapere
    c- saper fare
    d- saper stare con
    e- saper stare in
  5. riflessione conclusiva[3]

[1] UFFICIO CATECHISTICO NAZIONALE- SETTORE APOSTOLATO BIBLICO, «Spiegò loro …Lc 24,27» in L’Apostolato biblico nelle comunità ecclesiali. Orientamenti operativi, Elledici 2005, n. 20 p. 46.

[2] S. SORECA La formazione di base per i catechisti, LAS Roma 2014, pp 125-146; vedi sul sito 2.10-La formazione dell’AnB (S. Soreca) nella Sezione “I Documenti del CAV/Formazione/formazione permanente”.

[3] S.SORECA La formazione di base per i catechisti, LAS  Roma 2014, pp. 146-150.

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